Cronache marziane

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Oggi inauguro una nuova rubrica, intitolata Cronache marziane*, dedicata ai disagi psichici. Tuttavia non voglio descriverli, analizzarli o proporre le strategie adeguate per risolverli. Esistono innumerevoli libri, corsi universitari, strutture cliniche, siti o blog in cui ne trovate una sistematica e accurata esposizione da parte degli addetti ai lavori. Stavolta non sarò io ad esporre o a fornire aiuti tecnici, ma tu paziente o non paziente. La parola passa a te.

La letteratura clinica è ricca di analisi e descrizioni eseguite da noi professionisti. Compiliamo cartelle cliniche, prendiamo appunti durante i colloqui, scriviamo articoli, prepariamo lezioni, scriviamo libri. Ma è materiale scritto da questa parte, quella del “dottore”. E’ raro trovare testimonianze non filtrate o selezionate. Persino la trascrizione dei casi clinici non è mai fedele (per ovvie ragioni) e parlare della sofferenza, della rabbia, della vergogna, dell’angoscia, delle incomprensioni, di una dipendenza, di una mania o della solitudine non è facile e autentico come potrebbe esserlo per chi ne è attivo protagonista.

Questo piccolo angolo del web è aperto a te. Parla del tuo attacco di panico, dello stato d’animo depressivo o ansioso, della voce che ti accompagna durante il giorno o la notte o del desiderio irresistibile di giocare d’azzardo. Racconta un episodio tipico o che ti è capitato in passato, descrivi una tonalità emotiva che ti inquieta, riporta il modo in cui hai superato una crisi o delle strategie per gestirla. Fai conoscere dalla tua personale esperienza cosa sia un problema emotivo, un dubbio ossessivo o una credenza assurda ma difficile da abbandonare.

Spedisci in forma anonima (o come preferite voi) a questo indirizzo: crmldmr@gmail.com, eliminando ogni riferimento strettamente privato. Soltanto se lo chiederai espressamente e se lo riterrò opportuno, aggiungerò un piccolo commento (ma non una diagnosi, nè un’analisi o un’interpretazione o un aiuto terapeutico) al tuo elaborato.

In realtà, spero che siano i commenti dei lettori a proporre una riflessione, un punto di vista e un’attenzione culturale rendendo inutile un mio intervento “di parte”. Credo che la psicologia nelle sue multiformi applicazioni potrà ricevere solo benefici effetti da questo esperimento. E’ un umile e serio riconoscimento verso i fenomeni mentali guardati spesso come fenomeni marziani e talvolta fraintesi dai principali attori istituzionali. A cominciare dalla categoria cui appartengo.

In fondo, la testimonianza diretta è un valido strumento per superare diffidenze, pregiudizi e false teorie sui disagi psicologici rendendoli meno strani e incomprensibili di quanto possano apparire a prima vista. Rispecchiandoci in un racconto soggettivo, in una cronaca diretta, potremo comprendere con più profondità le molteplici sfumature e la straordinaria complessità dei fatti psichici stimolando un principio di libertà intellettuale e tolleranza civile.

*Dal titolo di un bel libro di fantascienza
Email dove inviare il vostro testo: crmldmr@gmail.com

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L’Enpap cerca idee (gratis)

L’impeccabile Christian scrive un pezzo tutto da leggere sulle politiche “innovatrici” dall’Enpap:

Il 30 novembre scadrà la “Chiamata alle Idee”. Se avete un progetto da inviare all’Enpap dovete sbrigarvi. Come al solito, valutiamo i motivi del sì e del no, cioè le motivazioni di chi sostiene questa iniziativa e quelle di chi non vuole aderire [...]

Se passerà l’esame, al vostro lavoro verrò data risonanza tramite una campagna di comunicazione nazionale a spese dell’Enpap (cioè per tutti noi psicologi) e un convegno di lancio nel 2015. E verrà pubblicato con tutti gli altri a spese dell’Enpap (cioè di tutti noi psicologi) in una pubblicazione sia cartacea che online e sarete invitati a partecipare ai tavoli di concertazione [...]

Molti colleghi del Lazio e di altre regioni che si occupano di progettazione mi hanno detto che non hanno partecipato alla Call perché i progetti sono frutto di molte ore di studio e di lavoro e il lavoro va retribuito. “Per i progetti già realizzati e per quelli che richiedono migliaia di euro per essere realizzati posso anche capirlo – mi ha detto un collega del Lazio – ma se sono realizzabili col piffero che li faccio pubblicare, sennò mi rubano l’idea!” (ok, non ha detto esattamente “piffero” ma fa lo stesso).
Una collega sarda mi ha fatto notare che nel Bando dell’Enpap c’è una sezione sugli Obblighi dei partecipanti ma non viene detto nulla riguardo alla tutela del proprio lavoro, anzi:

«La partecipazione al presente Bando comporta la completa ed incondizionata accettazione di quanto in esso contenuto nonché esplicita liberatoria per la pubblicazione dei contenuti».

I sardi, si sa, sono gente pratica e sospettosa, non gli freghi facilmente il porceddu da sotto il naso! Aiò! Fogu d’abbrugidi! [...]

Per finire una domanda: ma l’Enpap (che rappresenta circa la metà degli psicologi italiani) non è l’ente nazionale di previdenza ed assistenza degli psicologi? Un’iniziativa simile me la sarei aspettata dall’Ordine e non da chi gestisce le pensioni degli psicologi.

link all’articolo di Christian Giordano

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Universo, cervello e limiti

Una microlezione di psicologia tratta da un’intervista riportata su Dropsea al fisico Leonard Susskind:

[...] Sei una vittima della tua architettura neurale che non ti permette di immaginare qualcosa al di fuori delle tre dimensioni. Anche le due dimensioni. Le persone sanno che non possono visualizzare quattro o cinque dimensioni, ma pensano di poter chiudere gli occhi e vedere le due dimensioni. Ma non possono. Quando chiudi gli occhi e provi a vedere le due dimensioni vedrai sempre una superficie immersa nelle tre dimensioni.
C’è qualcosa di speciale nelle tre dimensioni? No. C’è qualcosa di speciale nella tua architettura neurale. Ti sei evoluto in un mondo dove ogni cosa all’interno del tuo cervello è collegato e orientata per permetterti di vedere tre dimensioni e nient’altro.

Questo pezzo mi ricorda il piccolo racconto Flatlandia del teologo e scrittore Edwin Abbott che lo scrisse nel 1884. Narra della scoperta della realtà tridimensionale da parte di un abitante del mondo bidimensionale. In un certo senso, la morale del racconto ci fa notare che le tre dimensioni sono sempre relative e ci sono delle alternative (ancora sconosciute?) al modo in cui di norma ci rappresentiamo il mondo nelle tre classiche dimensioni.

Un’altra cosa. Se vogliamo porre proprio un limite, io lo sposterei sul corpo da cui derivano le tre fondamentali dimensioni fisiche cartesiane (alto, basso, spessore). E’ il corpo e non il cervello a fornire l’impalcatura delle tre dimensioni. Fuori di esso o oltre i suoi limiti ci sono il sogno, la musica o gli stati alterati della coscienza.

link a Dropsea

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Consiglieri occulti

Stanley Milgram non finisce di stupire. Oltre ai celebri esperimenti sull’obbedienza (fatti un’idea qui), Milgram formulò l’ipotesi del fenomeno ciranoide (cyranoid), termine che deriva dal personaggio della commedia teatrale scritta dal poeta francese Rostand.

Cyrano è un gentilumo francese ricco di talento ma brutto che durante la vicenda narrata fa da suggeritore occulto all’amico Cristiano, che è bello ma senza alcuna vena poetica, per conquistare il cuore della donna amata. Milgram ha suggerito che durante una conversazione grazie alla tecnologia sarebbe stato possibile trasmettere le parole da dire ad una persona (il ciranoide) senza che si scoprisse il trucco.

Nell’esperimento di Corti e Gillespie è stato dimostrato che ci sono buone possibilità di farla franca. Infatti, nei due esperimenti allestiti dai ricercatori i partecipanti non si accorgevano che il loro interlocutore “ciranoide” (un collaboratore dei ricercatori) ricevesse i suggerimenti su cosa dire da un assistente posto in un’altra stanza. Il suggeritore trasmetteva le parole da pronunciare in un colloquio di 10 minuti tra il “ciranoide” e ciascuno dei 20 volontari all’oscuro dell’inganno. Tramite la connessione tecnologica sapientemente camuffata, il collaboratore “interpretava” il ruolo con naturalezza rendendo plausibile l’illusione ciranoide.

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Addirittura, in uno dei due esperimenti il ciranoide è stato interpretato da un dodicenne i cui suggerimenti lo facevano apparire come se avesse la maturità di una persona adulta. Nonostante la dissonanza psicologica tra il dire e l’apparire del ragazzino, i volontari non hanno avuto alcun sospetto che ci fosse dietro un imbroglio.

No participant stated that their interlocutor was behaving unusually or in a pre-prescribed manner during post-interaction interviews and debriefing. Moreover, none of the written evaluations provided by participants in the cyranoid condition gave any indication that the illusion was detected. When the deception was revealed during the debrief session, responses were a positive mixture of astonishment and amusement. [cit. da qui]

Si tratta di un fenomeno molto interessante le cui potenzialità sperimentali possono portare molto lontano. Ad esempio, nel settore di ricerca BCI (brain computer interface) che si occupa dell’interzione uomo-macchina, la combinazione tra corpo meccanico e cognizione umana consente notevoli risultati illusionistici, come potete osservare nel video.

Infine, un aneddoto. Mi è capitato di conoscere indirettamente questo genere di illusione grazie alle confidenze di un amico psicologo a proposito di un caso clinico. Il paziente asseriva che lo psicologo fosse in contatto telepatico con un’equipe di colleghi situati in un’altra stanza, i quali suggerivano le domande da porre e probabilmente ridevano alle loro spalle.

In effetti, alla luce dell’ipotesi di Milgram e degli esperimenti appena descritti, le supposizioni del paziente non erano campate in aria. Il mio amico mi disse che fu rassicurato dalla voce dell’esperto che era in lui, decretando verso il paziente una diagnosi di disturbo paranoico. L’illusione ciranoide di Milgram sembra rivelare qualcos’altro sulla natura professionale degli psicologi. Fate attenzione ai loro consiglieri occulti.

link all’articolo di Corti e Gillespie

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